Pillola di fotografia #57: Il mar Mediterraneo di notte nei pressi della costa libica (2015) – Paolo Pellegrin

Ciao a tutti e ben tornati a questa nuova Pillola di fotografia, che oggi voglio dedicare a un altro grandissimo fotografo italiano. Un fotografo che, per raccontarci cosa accade nel mondo ha messo a rischio la propria pelle.

Parlo del fotografo Paolo Pellegrin, romano, classe 1964, da anni ormai appartenente alla schiera dei fotografi dell’Agenzia Magnum, giusto per capire la rilevanza e la qualità del lavoro di Pellegrin.

Paolo Pellegrin ha fotografato gli eventi in varie parti del mondo, Iraq, Kuwait, Palestina, Libano, Gerusalemme, Stati Uniti fino al Giappone devastato dallo tsunami che nel 2011 ha distrutto la centrale nucleare di Fukushima causando uno dei più grandi disastri ecologici di sempre e di cui ancora oggi si trascinano le conseguenze.

Guardando le foto di Pellegrin si capisce subito quanto abbia fatto suo il motto di Robert Capa, “se la foto non è venuta bene, probabilmente non eri abbastanza vicino”.

Ma questa vicinanza ti entra dentro, non si può rimanere distanti, distaccati. Si viene trascinati nel dolore, nella guerra e nella desolazione degli eventi che si fotografano,

Pellegrin si sente “un catalogatore. Al di là del linguaggio e dell’estetica sento la necessità di creare documenti di quello che accade”

E, a proposito dello stile dei suoi scatti dice “Ci sono due modi di comunicare: c’è un tipo di fotografia che si rivela completamente, è un’immagine che parla, dice cose forti e chiare, è molto leggibile, ma è un’indagine finita, è la versione dei fatti del fotografo. L’altra, quella che mi interessa di più , è una fotografia non finita, dove chi la guarda ha la possibilità di cominciare il proprio dialogo. E’ un invito: io ti porto in una direzione, ma il resto del viaggio lo fai tu”

Nelle foto di Pellegrin traspare sempre il rispetto per le vittime tanto che “sto due passi indietro”.

Pellegrin è uno che non ama viaggiare “embedded” con l’esercito americano o qulunque altro “regolare” ma preferisce stare nello stesso posto dei combattenti locali, in una condizione di rischio, non protetto da alcuno status speciale. Ma è una postazione che conferisce credibilità alle sue fotografie.

Ma Pellegrin non è solo un fotografo giramondo che si occupa dei fatti “lontani” da ciò che avviene a casa sua. E la foto che ho scelto ne è una dimostrazione.

La foto infatti è stata scattata a poca distanza dalle coste libiche, in pieno mar Mediterraneo, di notte, nel 2015. Un mare che negli ultimi anni ha visto migliaia di persone cercare di attraversarlo per fuggire dalla disperazione, dalla miseria, dalla guerra di vari Stati dell’Africa per giungere in Europa in cerca di condizioni adatte per potersi rifare una vita.

Quel mare che conta purtroppo migliaia di morti tra queste genti che affrontano dure condizioni di viaggio, umiliazioni e violenze psicologiche e fisiche per giungere nelle coste della Libia da cui partire per affrontare la traversata di una lingua di mare, relativamente breve, ma estremamente pericolosa. A bordo di barchini di fortuna, pericolanti e pericolosi che possono affondare in qualunque momento, in attesa di soccorsi che spesso non arrivano mai. Anche in questo caso possiamo notare quanto Pellegrin ci tenga a essere “testimone credibile” fotografando il Mediterraneo di notte, con una luce flebile. Esattamente nelle condizioni in cui si trovano i migranti. Per far capire a noi che stiamo da questa parte, che siamo abituati a vedere il Mediterraneo di mattino, o al romantico tramonto, dalle nostre belle e sicure spiagge, quanto questo mare sappia essere anche incredibilmente spaventoso. E mortale.

Bene, si conclude anche per oggi la Pillola di Fotografia.

Come sempre vi invito ad approfondire la conoscenza con Paolo Pellegrin, il suo incredibile lavoro. Per usare le parole di Pellegrin, io vi porto in una direzione, il resto del viaggio lo dovete fare voi.

Ecco da dove partire:

https://www.magnumphotos.com/photographer/paolo-pellegrin/

https://www.instagram.com/paolopellegrin/?hl=it

Buona visione e a presto!

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