Pillola di Fotografia #32: Monaci tibetani sotto la neve nel monastero di Labrang. Gansu. Cina

Monaci tibetani sotto la neve (©Michael Yamashita / Museo d’Arte Orientale di Torino)

 

Ciao a tutti e benvenuti a questa trentaduesima Pillola di Fotografia che inaugura la sesta settimana di Pillole.

Dopo che la settimana scorsa le Pillole sono state dedicate ad alcune delle grandi Fotografe, questa settimana voglio dedicarla ai fotografi che collaborano con la mitica rivista, National Geographic.

Rivista che non ha decisamente bisogno di presentazioni.

Una rivista che nella sua lunghissima vita editoriale ha saputo raccontare il mondo a 360 gradi. Dalla civiltà a noi più vicina, quella occidentale, alle civiltà più remote, dal giardino dietro casa all’angolo più inaccessibile del nostro pianeta, niente è sfuggito a quanti collaborano (o hanno collaborato) a questa Rivista (la maiuscola è voluta, dato il prestigio che questa rivista si è guadagnato sul campo).

E, per una rivista come il National Geographic, la fotografia ricopre un ruolo fondamentale. Poche riviste, ancora oggi possono permettersi di avere dei reportage fotografici di alto livello. Di affidare servizi che possono durare mesi, se non anni, e soprattutto di dare ai fotografi completa libertà purché rispettino gli altissimi standard qualitativi della Rivista. Essere un fotografo del National Geographic, per usare le parole di David Griffin, ex Direttore del settore fotografico, significa avere una magica combinazione fatta di visione, integrità e passione.

E vorrei iniziare questo ciclo proponendo una foto che il fotografo Michael Yamashita ha realizzato durante il suo viaggio sulle orme del celebre esploratore veneziano Marco Polo che percorse, nel XIII secolo il celebre viaggio da Venezia sino alla Cina di Kublai Khan, di cui divenne ambasciatore. Un viaggio che durò ventiquattro anni in cui ha percorso migliaia di chilometri a piedi.

A distanza di 700 anni, Yamashita ha ripercorso quel viaggio per il National Geographic. Ma quale motivo ha spinto Yamashita a intraprendere un viaggio simile?

C’è da dire che Yamashita lavora spesso in Asia, per cui ha spesso incrociato i percorsi e le popolazioni e le città che i Polo videro durante il loro viaggio secoli prima. Ma la molla che lo ha portato a compiere questa missione è stata l’uscita di un libro, intitolato “Did Marco Polo go to China (Marco Polo è andato in Cina)” in cui l’autrice, la dottoressa Frances Wood – allora a capo del Dipartimento di Sinologia del British Museum (mica un gruppo Facebook qualunque) – lo negò. Secondo la Wood nel resoconto del viaggio, a noi noto come quello straordinario libro col titolo de “Il milione”, c’erano incogruenze e gravi mancanze.

Era dunque necessario ristabilire l’onore di Marco Polo, sebbene in moltissime zone dell’Asia il nome Marco Polo sia ben noto e a lui dedicano hotel di lusso, ristoranti, navi da crociera.

Yamashita sottopose dunque il suo progetto all’allora direttore della rivista Bill Allen che fu subito allettato dal progetto e diede il suo benestare affinché questa missione potesse partire.

Yamashita ci racconta come, armato di quattro macchine fotografiche, una dozzina di obiettivi e migliaia di rullini partì in questa epica impresa che, in teoria doveva essere come un servizio della durata di quattro mesi e invece è durato quattro anni. Un viaggio che se certamente più comodo dal punto di vista dei mezzi di trasporto moderni, dal punto di vista logistico ha comportato notevoli difficoltà a causa della complessa situazione geopolitica che attanaglia i paesi che doveva visitare.

Ma alla fine il risultato è un magnifico reportage in cui l’abilità di fotografo di Michael Yamashita ci consente di vedere quali meravigliosi posti e quali incredibili tradizioni si pratichino a quelle latitudini.

E la foto da me scelta rappresenta una di queste tradizioni, nello specifico l’incredibile tenacia e rispetto delle regole e dei riti che i monaci tibetani affrontano quotidianamente, pregando in questo caso sotto una bufera di neve con una temperatura decisamente poco consona a chi non ci è abituato.

Bene, si conclude questa prima Pillola dedicata ai fotografi del National Geographic e, nello specifico a Michael Yamashita.

Ovviamente, come sempre, vi consiglio di approfondire la conoscenza con questo incredibile fotografo e la sua carriera trentennale. E ovviamente acquistare il libro Marco Polo a photographer’s journey, che contiene una selezione delle foto scattate durante il viaggio. Il libro si può trovare anche nella versione italiana edita ovviamente da National Geographic Italia.

Alla prossima Pillola di Fotografia.

Ciao!

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