Pillola di Fotografia #12: Emigrato Sardo davanti al palazzo Pirelli, Milano 1968

Ciao a tutti. Ecco la consueta Pillola di Fotografia. Che oggi è dedicata a un grandissimo fotoreporter italiano, Uliano Lucas. Uno che con la fotografia ha veramente raccontato l’Italia ma non solo. Tantissime sono le storie che Lucas ha “scritto” sin dall’inizio degli anni ‘60 del secolo scorso.

Lucas ha dato visibilità a vite insediate ai margini, mettendo a fuoco realtà che solo marginalmente e in negativo intravediamo

Uliano Lucas stabilisce un nesso tra la temporalità dell’atto fotografico e il sentire l’esperienza della quotidianità. Affermando, in fotografia, il tempo lento della percorrenza, ci consente di apprezzare appieno il senso dei momenti “banali” della vita quotidiana.

Lucas è stato uno strenuo innovatore del lavoro di fotogiornalista anche all’interno delle redazioni dei giornali. Pur lavorando sempre come freelance.

La foto della Pillola di oggi, Emigrato Sardo davanti al palazzo della Pirelli (Milano, 1968) rappresenta in maniera chiara e immediata il fenomeno dell’emigrazione in Italia. Questa immagine ci mette di fronte l’emigrato che, lasciando il luogo natio, la famiglia e gli affetti, si trasferisce nel ricco nord con tutto il suo bagaglio di povertà e dignità in cerca di una vita migliore.

Siamo alla fine degli anni ‘60 del secolo scorso. L’Italia si sta rialzando dalla rovina della seconda guerra mondiale. E’ il periodo del boom economico. Ma è un fenomeno che divide tragicamente l’Italia a metà. Da un lato il ricco nord e dall’altro il povero e misero sud in cui questo fervore economico, questa grande ricostruzione economica non decolla. Il Sud è abbandonato a se stesso e alla miseria e allora il popolo del sud è costretto a fuggire. E’ costretto ad infoltire la mano d’opera delle grandi fabbriche del nord. Che però arricchirà solo il nord.

Questa immagine fissa indelebilmente una realtà italiana di fine anni ‘60. Ma ci racconta anche un fenomeno ciclico e di portata mondiale. L’emigrazione dai paesi poveri ai paesi ricchi. Lo stesso che accadde tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo con le grandi migrazioni verso gli Stati Uniti. Le navi cariche di varia umanità che, come l’emigrato Sardo, affrontavano duri sacrifici per poter sopravvivere. Mi vengono in mente i versi di una canzone che raccontava l’emigrazione “mamma dammi cento lire che in America voglio andare”

Ed è lo stesso che accade oggi, nel XXI secolo, quando vediamo le immagini drammatiche e terribili dei barconi che arrivano in Italia dall’Africa, attraverso il mare Mediterraneo, rischiando la loro stessa vita. E lo stesso avviene in altre parti della stessa Europa. Ma avviene anche nel continente americano con le grandi masse che dall’America Latina cercano di arrivare negli Stati Uniti. E avviene anche in Asia. Vale realmente il detto tutto il Mondo è paese.

E questa foto, questa immagine potentissima eppure semplice, ci pone davanti un grande dilemma morale. Chi siamo noi? L’emigrato o il simbolo della ricchezza e del potere? E, se fosse vera la seconda ipotesi, come ci comporteremmo con l’emigrato? Con Umanità o con Indifferenza e Crudeltà?

Quando la fotografia riesce a suscitare in noi queste domande, a porci davanti a un dubbio morale allora la fotografia diventa Grande Fotografia. E non possiamo che gioire di ciò.

Ma in fondo, il messaggio di questa fotografia non è simile al messaggio lanciato dalla fotografia della Pillola numero 7, ovvero la bambina che lavora nella grande fabbrica tessile di inizio ‘900?

Sì, senza dubbio. Perchè entrambe queste immagini raccontano la Storia.

Bene. Anche per oggi è tutto. Come sempre vi invito a commentare la Pillola sulla mia pagina Facebook (marcoscottofootografo).

Alla prossima pillola. Ciao!

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