Pillola di libri #3: American geography – Matt Black

Pillola di libri #3: American geography – Matt Black

Ciao a tutti e benvenuti a questa nuova Pillola di Libri.

Il libro di cui vi parlerò è, a mio parere, monumentale. Non tanto per il formato, comunque importante – è infatti un bel tomo – quanto per il suo contenuto. Il libro è il resoconto di un incredibile reportage di viaggio che il suo autore, il fotografo americano Matt Black, ha compiuto per tutto il territorio statunitense.

Un viaggio lungo, durato ben sei anni, durante i quali il nostro ha percorso la bellezza di 150 mila chilometri. Mica bruscolini.

Come riportato dalla quarta di copertina:

“Il viaggio comincia nella regione natale di Matt Black, la Central Valley della California, un luogo noto per i suoi miliardi di dollari di produzione agricola annua, così come per la miseria straziante di un terzo dei suoi residenti. Continua poi in altre aree di “povertà concentrata”, una definizione con cui il censimento USA identifica i luoghi con tassi di indigenza superiore al 20%. Piuttosto che anomalie distanti, queste comunità sono invece vicine e comuni, più frequenti di quanto si possa pensare e separate tra loro solo da poche ore di viaggio. Così, nella sua lunga ricognizione, Matt Black attraversa l’intero paese tracciando la mappa di una nuova immagine dell’America ”

Letta così ritorna subito in mente un altro grosso lavoro fotografico, da altri nomi importanti della Fotografia, tra cui Walker Evans e Dorothea Lange, sotto il patrocinio del governo americano e dell’FSA, La Farm Security Administration. Ma mentre quest’ultimo è stato portato avanti quasi un secolo fa, in piena crisi americana, causata dalla crisi economica e dalla caduta della Borsa del 1929, il viaggio di Matt Black ci porta nell’America del XXI secolo, quella che, agli occhi del mondo è una Nazione ricca. La più ricca del mondo, la Nazione che può permettersi di investire miliardi di dollari in armamentari e mandare truppe in ogni angolo del globo, ma che evidentemente si gira dall’altra parte davanti a questa grossissima fetta di popolazione che ha serie difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena. Ha grosse difficoltà ad avere un tetto degno di tale nome sopra la testa. Figuriamoci poi sperare di avere una copertura sanitaria degna di una nazione civile.

Niente di tutto ciò. Questo reportage ci sbatte in faccia le difficoltà di Uomini e Donne ad affrontare un’esistenza quanto meno dignitosa.

Non è dunque un caso che il sottotitolo di questo American geography sia La resa dei conti di un sogno. Mi pare abbastanza emblematico e significativo, no?

Com’è strutturato il libro?

L’autore ha suddiviso le tappe del suo viaggio secondo questo schema:

  • Capitolo uno, città del sud e dell’ovest;
  • capitolo due, città del sud e dell’est;
  • capitolo tre, città del nord e dell’est;
  • capitolo quattro, città del nord e dell’ovest.

Ognuno di questi capitoli è poi suddiviso in due parti: un taccuino di viaggio in cui descrive brevemente alcune peculiarità che l’hanno colpito nelle varie città toccate, e le foto realizzate in questa sezione del viaggio.

Il taccuino di viaggio è un vero e proprio compendio alle fotografie e ci chiarisce ulteriormente le situazioni che Matt Black ha vissuto e testimoniato durante il suo viaggio.

Vi riporto uno di questi appunti del taccuino:

Lovely, Kentuky

Mercoledì 13 novembre 2019

Lovely, Kentuky

Fa freddo e c’è della neve a terra. Samatha e Derek vivono in un camper. I finestrini rotti sono chiusi col compensato. Hanno tenuto acceso uno dei fornelli del cucinino per tutta la notte, così dentro si sta caldi, ma non c’è acqua, perché i tubi sotto il furgone sono congelati. Samantha è incinta e ha dovuto combattere con diverse infezioni allo stomaco. Le hanno prescritto due antibiotici, ma non può permetterseli. Non mangia da quattro giorni, non ha l’assicurazione sanitaria e non può farsi visitare a meno che non torni al pronto soccorso. Ha speso i suoi ultimi nove dollari per farsi riaccompagnare a casa dall’ospedale

Di situazioni di disperazione o di estrema difficoltà ne troverete tantissime altre nelle note del taccuino che ci descrive anche le condizioni di viaggio affrontate dall’Autore.

Oltre a questi preziosi appunti ci sono ovviamente le fotografie che Matt Black ha scattato. Novantasette scatti in bianco e nero realizzati con una fotocamera Panasonic e una Xpan, come ci dice lo stesso Matt nel primo appunto del suo taccuino. Oltre a queste due macchine fotografiche, l’Autore ha portato con sé sei obiettivi e trenta rullini. Oltre ovviamente un po’ di indumenti, ovviamente.

Di seguito vi riporto una piccola selezione delle immagini contenute nel libro, che mi hanno colpito particolarmente.

Cosa ne penso di questo libro? Lo adoro. Dalla prima all’ultima pagina. E non solo perché ammiro il lavoro di questo straordinario fotografo, ma proprio perché questo libro ci sbatte in faccia il lato più nascosto degli Stati Uniti. Quella che non esiteremmo a definire la classica polvere che si nasconde sotto il tappeto.

In definitiva vi consiglio caldamente questo meraviglioso libro. Il costo, assolutamente abbordabile, è di 45 euro.

Qualche informazione sull’Autore di questo reportage.

Lui è Matt Black e, come detto all’inizio, è un fotografo statunitense, classe 1970.
Nato nella Central Valley californiana, una zona ad ampia vocazione agricola, situata nel mezzo della California.
Inizia a fotografare presso un quotidiano locale.
I suoi lavori appaiono regolarmente su importanti riviste quali il TIME magazine, The New Yorker, The California sunday magazine e altre.
Dal 2015 è socio della famosissima agenzia Magnum.

Oltre ad American geography ha realizzato altri progetti quali, tra gli altri, The Dry Land a proposito della siccità e dell’impatto che ha avuto sull’agricoltura; The Monster in the Mountains, circa la misteriosa sparizione di43 ragazzi nella regione messicana di Guerrero.

Per conoscere meglio il lavoro di questo straordinario fotografo vi invito a seguire il suo account Instagram https://www.instagram.com/mattblack_blackmatt/

E ora, prima di salutarci, vi rinnovo l’invito a comprare i libri presso le librerie della vostra città. Non regalate i vostri preziosi soldi a chi non sa più come spenderli (vedi Amazon), ma supportate le piccole librerie locali. Amatele come le amo io. Se potessi le adotterei tutte!

E con questo è veramente tutto.
Ciao e alla prossima. Buona Lettura

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