Pillola di Fotografia #56: The first embrace – Mads Nissen

Rosa Luzia Lunardi (85) viene abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, nella casa di riposo Viva Bem a San Paolo del Brasile.

Speciale World Press Photo 2021

Autore: Mads Nissen

05 Agosto 2020

Rosa Luzia Lunardi (85) viene abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, nella casa di riposo Viva Bem a San Paolo del Brasile.

Buongiorno a tutti e benvenuti a questa speciale Pillola di Fotografia dedicata al World Press Photo, ovvero il premio più importante dedicato al fotogiornalismo, da non confondere con il Pulitzer che invece è dedicato al giornalismo nel suo insieme.

E’ per me un piacere poter scrivere due righe sulle foto che vincono questo concorso, che rappresenta per un fotografo un importante riconoscimento del proprio lavoro oltre che un importante traguardo nella propria carriera. Giusto qualche giorno fa ho finito di guardare il volume dell’edizione scorsa. Quanti lavori magnifici ho visto.

E ovviamente ora attendo con impazienza il volume di quest’anno.

Ma veniamo alla fotografia vincitrice di quest’anno, che potete vedere a inizio articolo. La foto è sicuramente rappresentativa del periodo difficile che, da oltre un anno stiamo vivendo a causa di questa maledetta pandemia da Covid che sta stravolgendo le nostre vite.

Speriamo veramente che la campagna vaccinale, partita ormai da qualche mese ci consenta di tornare alla normale vita entro pochissimo e lasciarci alle spalle lockdown, zone rosse, visite ai parenti vietate, attività commerciali che chiudono per sempre con conseguente perdita di posti di lavoro per centinaia di migliaia di persone.

Ma, come spesso accade, a soffrire di più nelle situazioni difficili sono le persone che già vivono in situazioni di difficoltà, come malati, persone anziane sole o ricoverate in strutture private o ospedali. Posti in cui alla sofferenza si aggiunge la solitudine, la lontananza dai propri cari e si amplifica quindi il dolore, non solo fisico, ma anche psicologico.

Ultimamente le strutture sanitarie si stanno attrezzando con “stanze degli abbracci” ovvero luoghi in cui i degenti possono ricevere abbracci dai propri cari o anche solo dal personale medico. E’ scientificamente provato che un abbraccio abbia un potere benefico sia su chi lo elargisce sia su chi lo riceve. E lo è, a maggior ragione, in situazioni difficili come queste.

Il fotografo Mads Nissen ha fotografato proprio uno di questi abbracci in queste “stanze”. La foto fa parte di un reportage più esteso.

Ma andiamo a leggere la storia dietro a questa foto:

Questo è il primo abbraccio che Rosa riceve in cinque mesi. Nel mesi di marzo le case di cura del paese hanno dovuto chiudere le porte alle visite a causa della pandemia, impedendo a milioni di brasiliani di far visita i loro parenti anziani. Al personale è stato imposto di ridurre al minimo indispensabile il contatto fisico coi pazienti. Nella casa di cura Viva Bem una semplice invenzione, ‘il muro degli abbracci’ ha consentito alle persone di riabbracciarsi in sicurezza.

Il nuovo Corona virus ha fatto la sua comparsa per la prima volta a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 e da Gennaio 2020 ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo.

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il Covid-19 una pandemia.

La malattia, trasmessa principalmente dal contatto fisico e dallo scambio di fluidi corporei tramite saliva poteva risultare fatale, e le persone con più di settant’anni sono state subito considerate tra le persone più a rischio contagio.

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha sottovalutato questa raccomandazione è ha continuato a ignorare le direttive. A causa di questo comportamento il Brasile ha chiuso il 2020 col record negativo mondiale con 7,7 milioni di contagi e 195 mila morti”

Chi è l’autore dello scatto.

Mads Nissen è un fotografo danese con sede a Copenhagen. Per Nissen la fotografia è una questione di empatia, vicinanza, comprensione del prossimo e intimità.

Nel suo lavoro si impegna nel creare connessioni mentre esplora le problermatiche sociali quali iniquità sociale, violazioni dei diritti umani e mancato rispetto della natura.

Nel 2007 si laurea alla Danish school of Journalism, dopodichè si trasferisce a Shanghai per documentare la crescita economica cinese.

Ha lavorato dal 2014 per diverse testate giornalistiche danesi e internazionali.

Nel 2015 la sua foto a due ragazzi gay in Russia viene selezionata come foto dell’anno sempre dal World Press Photo.

Nel 2018 è stato nominato per il terzo anno consecutivo Fotografo dell’anno in Danimarca ed è stato selezionato due volte nella categoria “Pictures of the year international photographer of the year”.

Ha pubblicato tre fotolibri: The Fallen (People’s Press), AMAZONAS (Gyldendal) and most recently in 2018 the award-winning We are Indestructible (GOST Books).

E’ rappresentato da Panos Pictures, Prospekt in Italia e LAIF in Germania.

Un bel curriculum, non c’è che dire.

Complimenti ancora al vincitore.

Prima di salutarvi ovviamente vi invito a visitare il sito del World Press Photo: https://www.worldpressphoto.org/ per conoscere tutti i vincitori di questa edizione.

Un cordiale saluto e a rileggerci presto!

 

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