Pillola di Fotografia #41: Only God can judge me

USA. Overtown, Miami, Florida. 2017. Trisha.

 

Ciao a tutti e bentornati alle Pillole di Fotografia. Oggi vi voglio parlare di un fotografo che a me piace molto per il suo stile assolutamente riconoscibile fatto da ritratti realizzati con primi piani molto stretti del viso del soggetto e il flash diretto che danno un tocco grafico alle sue immagini. Buona lettura!

Bruce Gilden nasce nel 1946 a Brooklyn. Decide di diventare fotografo dopo aver visto il film di Michelangelo Antonioni Blow-Up (1966).

Nel 1968 decide di comprarsi una fotocamera economica e inizia a frequentare alcuni corsi di fotografia serali. Per il resto, Gilden è fondamentalmente un autodidatta. Per finanziare la sua passione per la fotografia iniziò a lavorare come tassista ma ben presto si accorse che questo lavoro non gli lasciava tempo a sufficienza per andare in strada e fotografare così iniziò a lavorare come autista di camion part-time per l’azienda del padre e usare i giorni liberi per sviluppare la sua passione.

Il primo progetto personale a lungo termine è incentrato su Coney Island ovvero la spiaggia di New York, a cui ha lavorato dal 1968 fino alla fine degli anni ’80 e le cui foto sono diventate parte del libro Coney Island del 2002.

Nel 1984 Gilden inizia a lavorare ad Haiti dove tornerà per dieci anni sempre trattenendosi per periodi di almeno tre settimane. Il lavoro venne poi pubblicato in un libro nel 1996. Libro che gli valse il premio European Publisher’s Award for Photography.

Ma tra i vari viaggi che svolgeva per realizzare i suoi servizi, Gilden portava avanti il suo progetto più importante, ovvero le strade di New York che iniziò a fotografare nel 1981. L’uso del flash aggressivo, lo stile smaccatamente grafico hanno reso le sue foto in bianco e nero immediatamente riconoscibili. Il passaggio all’uso del colore non ha minimamente modificato questo suo tratto caratteristico. Questo lavoro verrà pubblicato nel libro Facing New York nel 1992 e successivamente nel 2005 nella sua retrospettiva A Beautiful Catastrophe.

Nel 2000 pubblica un libnro, intitolato Go, il cui titolo fa riferimento a un popolarissimo gioco dell’estremo oriente ed è uno sguardo penetrante sul Giappone, diviso in tre sezioni: la mafia giapponese, i senza tetto e le vita di strada in generale e, infine, le gang di giovani motociclisti.

Gilden ha realizzato servizi in vari paesi del mondo tra cui Portogallo, Romania, Russia e Australia.

Nel 2008 ritorna a fotografare il suo Paese dedicandosi a quanti avevano perso il lavoro e la casa a seguito della crisi economica che avrebbe colpito molte nazioni non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.

Nel 2015 Gilden fotografa in bianco e nero nelle strade di New York, Parigi, Manchester, Hong Kong e Johannesburg su commissione per la compagnia di trasporti metropolitani di Parigi che allestirà anche una mostra in diciasette stazioni della Metro.

Gilden ha esposto i suoi lavori in varie parti del mondo e il suo lavoro è parte di collezioni permanenti esposte al MoMa, New York, Victoria & Albert Museum, Tokio Metropolitan Museum of photography.

Bruce Gilden è membro dell’agenzia Magnum dal 1998.

Per approfondire la conoscenza con Bruce Gilden vi allego qualche link:

https://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_9_VForm&ERID=24KL53ZS6V

https://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_6_VForm&ERID=24KL53ZS6V

https://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL53ZS6V

Bene. Si conclude anche per oggi la Pillola di Fotografia dedicata a un maestro della fotografia qual’è Bruce Gilden.

Vi ricordo che potete sempre leggere tutte le Pillole di Fotografia sul mio blog (www.marcoscotto.it/wp) e guardare i miei lavori fotografici sul mio portfolio (marcoscotto.myportfolio.com) e pagina Instagram @marcoscottofotografo. E non dimenticate di seguire anche la mia pagina Facebook dedicata alla fotografia, @marcoscottofotografo.

Alla prossima Pillola.

Ciao!

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