Pillola di Fotografia #39: Soldato russo issa la bandiera sovietica sopra il Reichstag

Ciao a tutti e bentornati alle Pillole di Fotografia che, come avrete notato ormai non hanno più la frequenza quotidiana degli inizi. Ma sono mutate le condizioni e la quarantena è stata allentata. E’ nuovamente possibile uscire da casa per andare a fare delle lunghe passeggiate. E io non sono certo uno che ama stare chiuso in casa. E poi mi mancava fotografare.

Ma sto divagando. A volte mi capita. Quindi rientro nei ranghi per parlarvi di questa fotografia storica.

Siamo nel 1945, la seconda guerra mondiale sta per volgere al termine. L’esercito alleato ha ormai sopraffatto l’esercito nazista, mentre il più importante alleato di Hitler, Mussolini, ha compiuto il suo ultimo viaggio terreno, nelle mani dei partigiani.

La disfatta del nazismo e del suo capo supremo è ben rappresentata da questa fotografia che il fotografo Yevgeni Khaldei scattè il 2 maggio del 1945.

L’esercito sovietico era entrato a Berlino il giorno precedente e uno dei soldati dell’Armata Rossa, tale Alexei Kovalyov, stava issando la bandiera sovietica sul Reichstag, ovvero il palazzo simbolo del potere nazista.

La bandiera l’aveva portata lo stesso Khaldei ed era stata realizzata con tre tovaglie rosse su sue indicazioni, da un suo zio. Khaldei fotografava le bandiere in ogni città.

Come disse lo stesso fotografo, “ho fotografato le bandiere per tutta la durata della guerra: a Novorossijsk, a Kerc, a Sebastopoli. La bandiera sulla città premia la fatica del soldato ed è coronamento dell’attività militare, un colpo al cuore al fascismo”.

Khaldei scattò un intero rullino di questo momento e alcune delle foto vennero ritoccate in camera oscura per rendere ancora più drammatico il momento e quindi enfatizzare l’importanza della conquista del palazzo di Hitler e della città di Berlino da parte dell’Armata Rossa di Stalin.

Sì lo so che state rabbrividendo a sentir parlare di fotoritocco nelle foto giornalistiche ma quando queste foto non sono più solo testimonianza di un importante fatto storico ma addirittura diventano strumento di propaganda. Ecco allora che il ritocco dei negativi viene effettuato con estrema disinvoltura.

Il fotoritocco a fine propagandistico è un argomento decisamente interessante e non nego di dedicare successive pillole a questo argomento.

La guerra, o quantomeno il grosso degli scontri bellici si conclusero pressochè ovunque nel mondo tra aprile e maggio di settantacinque anni fa.

La guerra si concluderà definitivamente con la distruzione ad opera degli americani delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki con l’utilizzo della più terribile arma di distruzione che l’uomo avesse mai realizzato sino a quel momento (ma disperate pure perchè l’uomo è riuscito a costruire armi più devastanti perché non imparerà mai nulla dai propri errori).

Bene, si conclude questa trentanovesima Pillola di Fotografia.

Alle prossime dunque.

Ciao!

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