Pillola di Fotografia #3: Soldato confederato morto (Mathew Brady)

 

Ciao a tutti e ben tornati alle Pillole di Fotografia.

Oggi voglio mostrarvi una foto realmente storica, scattata dal fotografo americano Mathew Brady e dal suo team di fotografi, durante la guerra civile americana.

Lo so, è decisamente macabra. Ed è proprio per questo che l’ho scelta. Uno degli aspetti che fece la fortuna della fotografia era quello di fissare in maniera assolutamente cruda e reale ciò che il fotografo si trovava davanti all’obiettivo. E la fotografia portata alla guerra ne fu un esempio lampante.

Si pensi a come erano ritratte le battaglie dai pittori. Si ritraevano scene eroiche, scene di condottieri impavidi che conducevano il popolo alla vittoria contro l’oppressione e la tirannia. In maniera perfetta, regale. La pittura infatti veniva usata come mezzo di propaganda per convincere gli uomini ad arruolarsi nell’esercito. Manodopera di cui c’era sempre un gran bisogno.

Ma la pittura nascondeva il lato drammatico della guerra: la violenza della battaglia. La morte. Cosa che invece la fotografia ritraeva nella sua disarmante tragedia. Per la prima volta, con la fotografia di guerra, le persone potevano realmente vedere come fosse la guerra, non idealizzata ma cruda, dura. Da cui spesso non si tornava. E in questo scenario si inseriscono le foto che Mathew Brady e il suo team fecero della Guerra Civile americana (1861-1865).“La macchina fotografica è l’ occhio della storia“ disse lo stesso Brady e per questo motivo pensò che fosse necessario documentare fotograficamente la guerra civile.

Il “New York Times”, del 20 Ottobre 1862 commentò le fotografie fatte ad Antietam:

“Mr. Brady ha fatto qualcosa di davvero importante, portando a casa per noi la terribile realtà e crudeltà della guerra. Anche se non ha riportato dei corpi lasciandoli nel nostro giardino o lungo la strada, è sicuramente riuscito a fare qualcosa di molto simile…”


Erano forse troppo reali e dettagliate. L’ editoriale continua:


“Queste foto hanno un terribile effetto. Attraverso l’ aiuto della lente di ingrandimento,si possono distinguere chiaramente le varie persone assassinate. Non vorremmo sicuramente essere presenti nella galleria, quando una delle donne riconoscerà suo marito, figlio, o fratello, nella massa dei corpi senza vita, sdraiati in attesa della trincea”.

Queste parole descrivono in maniera efficace e tremenda il potere della Fotografia. E questo realismo e questa drammacità delle immagini portò Brady al collasso finanziario. Investì in quell’impresa una cifra astronomica per l’epoca, circa cento mila dollari. Mathew Brady ebbe un ruolo ed un effetto significativo nell’ arte della fotografia, dimostrando che le foto di Guerra non necessitavano essere dei semplici scatti in posa. Il suo lavoro, rappresenta un primo approccio a quello che oggi potremmo definire la fotografia documentativa.

Nel 1875 il “Congress”, comprò in un’ asta pubblica le sue raccolte di fotografie per $2,840, e gli garantì $25,000, ma non fu abbastanza per coprire tutti i suoi debiti, e morì solo, sofferente e alcolizzato. “Nessuno”, disse “saprà mai cosa ho dovuto affrontare per ottenere questi negativi. Il mondo non potrà mai apprezzare davvero il mio lavoro. Quello che ho subito, ha cambiato l’ intero corso della mia vita”.

La maggior parte dei lavori appartenenti alla vasta collezione di Brady, possono essere trovati all’ “House of Congress” di Washington.

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