Pillola di Fotografia #14: Cecoslovacchia. Praga 1968

Ciao a tutti. Pillola numero quattordici che oggi è dedicata a un altro grandissimo fotografo di reportage nonché membro della grande Agenzia Magnum: Josef Koudelka.

Perchè ho scelto questa foto.

Stiamo vivendo un periodo molto difficile. Il mondo intero lo sta vivendo.

E la causa è questo spaventoso virus chiamato Covid-19 che da fine gennaio ha iniziato a propagarsi in tutto il mondo e che sta contagiando milioni di persone e che, ahimè, sta causando decine di migliaia di morti. I governi coinvolti, impreparati a un evento simile (e non lo si veda come una critica, o almeno non del tutto, ma non è mio compito giudicare le azioni politiche, soprattutto in questa sede) stanno mettendo in campo tantissime misure per cercare di bloccare il più possibile il diffondersi del contagio in attesa di un vaccino che possa sconfiggerlo. Tra le azioni intraprese ci sono la serrata totale delle città, ad eccezione delle attività di primissima necessità e l’obbligo alla cittadinanza di restare chiusi in casa o di uscire solo per comprovate necessita, quali appunto comprare il cibo ed eventualmente farmaci. Niente uscite di massa, niente serate ai pub, ristoranti, discoteche e quant’altro. Niente manifestazioni sportive, sospesi campionati di calcio, addiritttura le Olimpiadi di Tokio sono state riprogrammate per il 2021. Persino The Championships rimandati al prossimo anno. Tutto per evitare, come detto, assembramenti di persone che potrebbero portare al contagio e alla diffusione della malattia. Che renderebbe la situazione già difficilissima degli ospedali addirittura impossibile da gestire.

Il risultato di questa chiusura è quella di aver svuotato le strade delle città. Deserte. O quasi. Ma sicuramente prive di quella caotica vitalità che la quotidianità produce. Ed è proprio il vedere le strade completamente deserte che mi ha riportato alla mente la fotografia della Pillola di oggi.

Ma questa è l’unica similitudine tra ciò che accade oggi e il motivo per cui la foto in questione fu scattata. I fatti che portarono l’Autore a realizzare questo scatto erano decisamente più gravi. Parliamo dell’invasione Russa della Cecoslovacchia. E’ il 1968. Siamo in piena Guerra Fredda. Gli USA sono impegnati nel vergognoso conflitto in Vietnam. Il mondo occidentale è diviso in due blocchi granitici. Da una parte i paesi sostenitori degli USA, dall’altra l’allora superpotenza Unione Sovietica. A Berlino era già stato edificato il Muro. Ma l’espansionismo sovietico non si fermava. E fu la Cecoslovacchia a subirne le conseguenze. I Russi stavano dirigendosi verso Praga. Era il 21 agosto 1968, Koudelka si trovava in città per studiare all’Università. All’epoca non era ancora un fotoreporter anzi, era ancora incerto se diventare ingegnere aeronautico o un fotografo. Un’amica lo telefonò alle quattro del mattino avvisandolo che stavano arrivando i Russi così prese la sua fotocamera, una rudimentale Exakta e delle pellicole cinematografiche tagliate a misura. E scattò questa foto che divenne, e lo fece diventare, leggenda.

La foto fu scattata nella spianata di San Venceslao. Il braccio maschile con addosso un orologio che segnava l’ora in cui si sarebbe dovuta svolgere una grande manifestazione il giorno dopo dell’invasione sovietica. Il 22 agosto quindi quella spianata sarebbe dovuta essere affollatissima. Ma era una trappola che avrebbe consentito ai russi di infliggere un duro colpo alla rivolta. Ma qualcuno subodorò l’imboscata e, con un giro di telefonate, si riuscì a impedire che le persone scendessero in strada. E questa foto lo testimonia.

Si tratta dunque di una testimonianza dall’importanza storica enorme. Raccontata con una semplice Fotografia.

A quel punto il destino di Koudelka era segnato. Abbandonò decisamente l’idea di diventare ingegnere aeronautico e si dedicò (e tuttora, a oltre ottant’anni, si dedica) alla fotografia docomentaristica raccontando decine, centinaia di storie e pubblicando una quantità enorme di libri.

Vi invito ad approfondire la conoscenza con il fotografo Koudelka perché il suo lavoro è di un’importanza e di una bellezza disarmante.

Bene. Oggi mi sono decisamente dilungato, scusate.

Come sempre, prima di salutarvi vi invito a commentare questa Pillola (ma anche le altre) sulla mia pagina Facebook Marcoscottofotografo o sul mio profilo Instagram (stesso nome).

Alla prossima pillola.

Ciao!

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